



Si è chiuso con una riflessione corale e di straordinaria profondità il talk firmato Assogemme all’Educational Hub di Vicenzaoro. Un appuntamento che, partendo dal titolo evocativo “Mani, mare, memoria. Enzo Liverino: il corallo come modello di sostenibilità“, ha saputo andare ben oltre le coordinate tradizionali di un panel fieristico, trasformandosi in un vero e proprio manifesto culturale per il futuro del gioiello etico e della tradizione artigiana italiana.
L’incontro è stato aperto dal Presidente di Assogemme Paolo Cesari, che nel presentare l’ospite ha introdotto il senso profondo del talk, legando la straordinaria caratura internazionale di Enzo Liverino alla capacità di affrontare i nodi cruciali del settore con rigore e autenticità:
“Una delle sfide di questo incontro sarà trattare con leggerezza la profondità, perché il corallo vive nelle profondità, ma non solo quelle del mare, quelle della nostra storia, quelle della nostra memoria. Il tema di oggi è la verità, anche la verità scomoda: la sostenibilità non riguarda solo gli animali o le piante, ma riguarda per prima cosa gli uomini, la loro sopravvivenza fisica e la sopravvivenza dei loro mestieri.”
Una riflessione che ha aperto la strada al dibattito condotto da Raffaele Ciardulli – il quale, giocando sul tema delle “M” (da Maestro e Mercato fino a Mani, Montecarlo, Museo, Memoria e Meta), ha strutturato e guidato il confronto – e che ha visto come assoluto protagonista Enzo Liverino, affiancato dal contributo appassionato di Vincenzo Aucella (Presidente di Assocoral).
Il mercato: consapevolezza e solidità
In apertura, lo sguardo non poteva che rivolgersi al quadro economico globale. Interrogato sulle difficoltà che le grandi Maison e il settore del lusso stanno affrontando, Enzo Liverino ha richiamato la saggezza del passato e gli insegnamenti del padre, evocando i momenti di formazione vissuti nei seminari storici insieme ad Augusto Ungarelli, Françoise Izaute e le figure di riferimento del Club degli Orafi:
“Il mercato è sempre stato stato così, alto e basso, ma nei momenti bassi non ti agitare, perché se ti agiti sbagli. Quindi con la massima calma riorganizzati e perfezionati. La cosa più importante è la consapevolezza del problema.”
Di fronte a una congiuntura complessa, la risposta non è la frenesia, ma la solidità della struttura aziendale, la calma strategica e la valorizzazione della propria identità.
Le mani e l’umanità: il saper fare tra tradizione ed empatia
Il cuore pulsante del talk si è snodato attorno alla prima grande “M”: le Mani. Se esistesse un libro mondiale del corallo, le sue pagine sarebbero scritte in italiano dalle mani di generazioni di pescatori, artigiani e gioiellieri. Ma queste mani hanno ancora un futuro?
La risposta passa per la formazione e per il concetto di sostenibilità umana
Liverino ha ricordato l’importanza di fondazioni come Mani Intelligenti di Alessia Crivelli e il legame con istituzioni internazionali come l’École des Arts Joailliers de Van Cleef & Arpels (rappresentata in sala dal direttore Olivier Segura). Proprio all’École, una “touching experience” con rametti di corallo grezzo ha dimostrato come questo materiale riesca a smuovere corde profonde ed emozionali in tutto il mondo.
Ma la manualità è soprattutto umanità. Con un emozionante salto indietro nel tempo, Liverino ha rievocato i suoi esordi diciannovenne in Asia, tra i pescatori delle isole Penghu, sottolineando come l’empatia e il contatto umano siano stati – e continuino a essere – il vero motore di questo mestiere:
“Il contatto umano mi è servito molto. Quando si parla di sostenibilità, si pensa giustamente all’animale e alla pianta, ma la cosa più importante è l’essere umano.”


La svolta dei robot e la sostenibilità umana
Uno dei passaggi più forti e battuti con insistenza da Enzo Liverino durante tutto l’incontro riguarda la regolamentazione della pesca e la protezione di chi lavora in mare. Liverino ha annunciato con forza l’impegno per una proposta di legge – sviluppata in sinergia con l’Università Federico II di Napoli, Assocoral, CNA e Federitaly – per riformare le norme italiane prendendo a modello il sistema giapponese:
“In Italia abbiamo l’opposto, per un malinteso dei legislatori. I subacquei rischiano la vita a cento metri di profondità, rimanendo in immersione pochissimi minuti. Dobbiamo autorizzare, con regole severissime e per sei mesi l’anno, l’uso di robot selettivi capaci di scendere in profondità, raccogliere solo i rami maturi e trattenere con un braccio il corallo mentre l’altro rompe le punte minute, lasciandole cadere sul fondo per favorire una semina e una rigenerazione naturale.”
Una svolta epocale che unisce la tutela rigorosa dell’ecosistema marino alla salvaguardia della vita umana e della dignità dei pescatori, dimostrando che la vera sostenibilità è un equilibrio complesso tra uomo e natura.
Il valore culturale e il ruolo centrale della ricerca
La memoria storica non è un esercizio nostalgico, ma il fondamento del valore culturale del corallo. Un pilastro imprescindibile in questo percorso di riscoperta è rappresentato dal lavoro di Cristina Del Mare, co-autrice e consulente storico-scientifica del volume. La sua presenza è stata fondamentale proprio per la natura dell’opera, concepita non come semplice catalogo, ma come un vero e proprio saggio storico.
Attraverso un’attenta analisi dei documenti e un rigoroso lavoro di filologia, la dottoressa Del Mare ha affiancato Liverino nello studio dei fitti archivi storici (come quelli della ditta Costa) per interpretare scientificamente i documenti inediti sulle rotte globali e i commerci storici. Unendo le competenze accademiche alla profonda conoscenza pratica e artigianale di Enzo Liverino, questa sinergia ha dato vita a una ricostruzione di altissimo spessore, che lo stesso Liverino ha voluto suggellare esprimendole pubblicamente una profonda gratitudine per la sua saggezza e il suo incoraggiamento. Oggi questo patrimonio documentale trova nuova vita grazie alla digitalizzazione curata dalla Deputazione del Pio Monte della Misericordia.
Ma la valorizzazione culturale guarda dritta al futuro attraverso la formazione e il design. Liverino ha evidenziato l’energia vitale che arriva dai corsi di design dell’Università Vanvitelli di Caserta, dove i giovani dimostrano una fame autentica di imparare e di fare ricerca applicata. L’obiettivo è offrire loro una spinta concreta, coinvolgendo grandi firme e maestri internazionali – come il designer Alessio Boschi, che si è reso generosamente disponibile a mettere la sua esperienza a disposizione degli studenti in forma gratuita – per colmare quel vuoto di cultura del design che oggi rappresenta una delle sfide globali più urgenti, aprendo al contempo straordinarie opportunità di impiego e sbocchi internazionali per le nuove generazioni.
Il talk si è chiuso come era iniziato: sotto il segno della coralità. Quella che doveva essere una semplice intervista si è trasformata, in un tavolo di confronto aperto, vivo e appassionato. La meta da raggiungere è chiara: consegnare alle generazioni future non solo un tesoro di inestimabile bellezza, ma un sistema economico, umano e culturale che fonda la propria forza sulla conoscenza, sul rispetto e sull’identità italiana.








